Normalità e Confronto

C’è sempre in me quella voce che mi dice: non ridere così forte, non fare quella cosa, così non va bene. Si tratta di una voce che fa di tutto per avvicinarmi di più a quello che è il concetto di “normalità”. Ma ancora non ho capito che cosa vuol dire essere “normale”.

Con il tempo ho capito che per me è una specie di strategia di sopravvivenza sociale: devo essere interessante, ma non troppo da diventare strano. Devo essere divertente, ma non devo risultare ridicolo. Devo mettere il braccio in un modo, no anzi nell’altro, forse è meglio se metto le mani in tasca allora.

Insomma, è diventato onestamente stancante. Nessuno ha mai fatto qualcosa di bello essendo “normale”. Sento che la pressione sociale ci spinge a ridurci, ci spinge a nascondere cose che in realtà compongono quella che è la nostra persona. La verità è che la gente giusta vuole te.

La trappola del confronto

Quando scrollo senza meta, sto comparando un momento saliente di altra gente con il mio dietro le quinte. Nessuno in realtà è così perfetto. Perché ci compariamo così? Sta diventando davvero noioso. Non sentirsi abbastanza, misurarsi con stardard falsi ed impossibili da raggiungere, fa parte della nostra routine giornaliera. Sicuramente è più facile a dirsi che a farsi (io in primis non riesco a staccarmi da questo meccanismo), ma ci stiamo mettendo in trappola da soli.

Ora più che mai, abbiamo bisogno di esplorare, liberi dal confronto ed in direzione opposta alla “normalità”.

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