From Zero – Linkin Park: Recensione

Il ritorno dopo 7 anni

Sembrava ieri che nel 2017, in una normalissima giornata d’estate, sentii al TG1 (tra tutti i cazzo di posti) la notizia della morte di Chester Bennington, una delle voci più potenti del rock, che mi ha accompagnato durante tutta la mia adolescenza. Fu un momento molto strano, ero lì davanti a mia madre, incredulo, non sapevo come spiegarle che non era una semplice “celebrità che si è suicidata” per me. Di colpo, tutti i lyrics del discutibile album One More Light, rilasciato pochi mesi prima della morte di Chester, avevano guadagnato un significato totalmente diverso, molto più profondo. Proprio in quel momento ho capito che One More Light non era un album di merda fatto solo per guadagnare un sacco di soldi con le sue sonorità estremamente pop, ma era un vero e proprio grido di aiuto.

Ma ciò che mi ha fatto più male durante gli anni, è stato pensare a come non avrei mai avuto la possibilità di vedere una delle mie band preferite in live. Nessuno avrebbe potuto rimpiazzare Chester: dopotutto, è il primo membro che ci viene in mente quando pensiamo ai Linkin Park. E dunque, per sette anni, mi sono limitato a seguire concerti e tributi alla leggendaria band che ha fatto la storia del nu metal. C’è da dire che Mike Shinoda, il rapper del gruppo, non è stato in silenzio, ma ha rilasciato un album da solista ed un altro lavoro con un’altra band. Entrambi i dischi sono decenti, ma nulla di chissà quanto eclatante: sicuramente il suo lavoro da solista, Post Traumatic, è un’ottima rappresentazione del suo stato d’animo negli anni successivi alla tragedia.

Ma tutto è cambiato il 6 Settembre 2024, quando inaspettatamente, trovo sulla mia home page di YouTube una livestream dei Linkin Park. Cliccando sul video, capisco immediatamente che si tratta di qualcosa di nuovo. Mike parte subito con una nuova canzone, The Emptiness Machine, ed ecco che, all’inizio del secondo verso, con una delle presentazioni più belle mai viste, compare dal nulla Emily Armstrong, l’erede al trono cazzo.

Guardo tutta la live e mi metto a frignare come un bambino: ero troppo felice e lei era PERFETTA.

Non so, io credo che Mike Shinoda sia un cazzo di genio perché solo una donna poteva prendere il posto di Chester: un qualsiasi uomo sarebbe sembrato una sua brutta imitazione. Ma non serviva una donna qualsiasi, serviva una con le palle e la capacità di cantare le vecchie canzoni, portando comunque una nuova sonorità alla band: Emily soddisfa tutti i requisiti. Con la sua vecchia band, Dead Sara, ha scritto delle belle perle.

Ma Emily non è l’unico nuovo membro del gruppo: il batterista Rob Bourdon ha deciso di distansiarsi dalla band ed è stato sostituito da Colin Brittain, che sembra avere chimica con il resto dei membri.

Controversie

Subito dopo l’annuncio, i fan del cazzo hanno iniziato ad avere paura dei cambiamenti come dei bambini, sostenendo che tutto ciò fosse una mancanza di rispetto nei confronti di Chester e della sua legacy. Ora, se volete sapere la mia, questa gente non nulla ha di meglio da fare nella vita se non giudicare scelte che non spettano a loro. Ma dico io, ci sono altri 5 membri nel gruppo, io credo che anche loro abbiano il diritto di andare avanti. Non solo quello, ma è evidente come Mike Shinoda abbia agito con molta cautela proprio per scegliere un individuo che avrebbe portato una boccata di aria fresca al sound dei Linkin Park, il quale è stato sempre in evoluzione. I fan che rompono le palle per questa cosa, sono gli stessi che ascoltano solo Hybrid Theory e Meteora; sono gli stessi che hanno criticato ogni singolo album che non fosse strettamente Nu Metal.

Mentirei se dicessi che questa fosse l’unica controversia che gira attorno alla nuova cantante dei Linkin Park. La cosa che per me è più grave, è che lei è fortemente associata con la chiesa di Scientology.

Ora non voglio scendere in dettagli, ma diciamo che il culto di Scientology va contro ogni cosa in cui credeva Chester ed in generale è una “religione” molto inquetante (sex trafficking, stupri e minacce). Collegato a questo, c’è anche il fatto che Emily Armstrong ha difeso uno stupratore, Danny Masterson, ormai condannato.

La cantante ha subito rilasciato una dichiarazione su instagram, scusandosi per le sue azioni passate e giustificandosi dicendo che i dettagli del caso giuridico furono emersi solo dopo il suo intervento. Tornando a Scientology in senso stretto, personalmente io credo che Emily Armstrong ne sia uscita. In quanto figlia di due individui di alto rango nel culto, vedo totalmente plausibile la possibilità che lei non abbia avuto altra scelta durante la sua vita, se non quella di seguire il culto, in modo più o meno attivo.

Personalmente però, credo che la sua scelta di rimanere vaga a riguardo, dice molto sul suo conto. Scientology è un’organizzazione conosciuta anche per le cose atroci che ha fatto a coloro che hanno lasciato il culto, parlandone male al pubblico generale. Tuttavia, credo che in From Zero, ci siano diversi spunti di riflessione che ci potrebbero far capire le difficoltà di Emily durante il suo passato da “cultista”.

Proprio per questo motivo, io credo che Emily Armstrong non faccia più parte di Scientology e che porti tanto rancore represso verso questa religione di merda. Ma adesso finalmente passiamo alla recensione.

La nuova lineup dei Linkin Park

Recensione – 8/10

Per me From Zero rappresenta un ritorno al passato, filtrato con le lenti del futuro.

L’album è probabilmente la cos più Linkin Park che sia mai uscita da Meteora (2003). Sembra un mashup di tutte le loro hit più pesanti, ma comunque sà di qualcosa di nuovo. Sono riuscito a sentire tutte le varie “ere” della band, ma c’è comunque una sonorità nuova in tutte le canzoni: è la sintesi di tutto ciò che i membri hanno sperimentato negli anni, con l’aggiunta di una nuova, fresca e potente energia emanata da Emily.

La potenza dei vocals della nuova cantante è fantastica, Mike Shinoda ha ripreso a rappare come cristo si deve, il nuovo batterista tiene testa a Dave (il bassista) ed il chitarrista Brad è tornato a farsi sentire: confermo che spacca, anche se sono deluso dalla sua assenza nel tour.

L’album non è perfetto, ci sono canzoni che non mi piacciono, MA VA BENE, VISTO CHE IL CHAIRMANN HAN HA RICOMINCIATO A SCRATCHARE PORCO DIOOOOO.

Niente sono contento come un bambino, per me non è un nostalgia bait ma è l’ennesima evoluzione del loro sound.

Ora passiamo alla recensione più dettagliata delle tracce

The Emptiness Machine 8/10

Canzone perfetta, ideata pe introdurre Emily Armstrong in live e nell’album. Come prima traccia spacca, mette le fondamenta per il sound dell’intero album: c’è un po’ di tutto, le nuove parti cantate da Mike Shinoda, l’energia della nuova vocalist ed il ritorno dello scratching di Mr. Han. Un po’ troppo “pop” per i miei gusti, ma non troppo.

Cut The Bridge 7/10

Il riff di chitarra è un po’ banale per i miei gusti, ma devo dire che la melodia di Emily ed il rap di Mike si sposano bene, rendendo il tutto coerente e catchy. Sicuramente non una delle mie preferite, ma sicuramente mi è entrata in testa.

Heavy Is the Crown 9/10

L’unica cosa brutta di questa canzone è che è stata utilizzata come anthem per i mondiali di League of Legends, un gioco di merda. Per il resto, sembra una nuova versione di Faint, con tanto di urlo da 15 secondi di Emily Armstrong verso la fine della canzone. Il video poi è animato dalla Riot: è semplicemente bellissimo, peccato che ci siano i giocatori di LoL

Over Each Other 4/10

Onestamente, la canzone che odio di più dell’album. Mi è comunque entrata in testa, ma non è proprio il mio stile. Ciò che salva questa traccia è la performance di Emily, tuttavia la base risulta banale ed estremamente pop. Non è una brutta canzone, ma proprio non mi piace.

Casualty 8/10

Totalmente inaspettata, Casualty sembra quasi una canzone punk. Ovviamente punk e Linkin Park sono due parole che proprio non vanno bene insieme, ma è proprio per questo che questa traccia mi ha sorpreso. Mike Shinoda incazzato che urla insieme a Emily?? Va benissimo per me! Molto molto pesante, forse però non si sposa troppo bene con il resto dell’album.

Overflow 8,5/10

Overflow è la traccia più ambigua per me: inizialmente non mi piaceva, ma più l’ascolto e più mi piace. Per me, rappresenta il nuovo suono della band perfettamente. I versi di Mike sono strani, ma molto molto orecchiabili, il ritornello è melodico ma potente allo stesso tempo, in pieno stile Linkin Park.

Two Faced 9/10

One Step Closer 2. Devo dire altro?? Riesce comunque ad essere una traccia originale, ma il breakdown di Emily è un grande omaggio all’iconica traccia di Hybrid Theory. Bella pesante come canzone, mi piace ogni cosa.

Stained 6/10

Orecchiabile ma anche qui, troppo pop. Al contrario di Over Each Other, la base mi piace molto. Qui però è proprio la melodia del ritornello di Emily che mi fa storcere il naso: come per il resto dell’album, mi è entrata subito in testa, ma quasi in modo forzato. A salvare il tutto sono i versi di Mike.

IGYEIH (I Gave You Everything I Had) 9/10

Probabilmente la mia traccia preferita. Qui Emily emana un’energia assurda, Mike rappa poco, dando giusto quel paio di stabs prima del ritornello, simile a Numb. La base poi, è bellissima. Ritornello super catchy. Breakdown pesante che si estende fino alla fine della canzone: una piacevole sorpresa.

Good Things Go 5/10

Altra ballad triste. Non il mio stile. Meglio di Over Each Other, ma solo per i versi che vedono Mike ed Emily scambiarsi spesso. Ritornello che mi fa venire il voltastomaco, ma sempre e comunque ipnotizzante. Managgia alle canzoni commerciali fatte ad hoc per entrarti in testa. Chiusura debole dell’album.

Conclusioni

Spero che la band non perda questo lato più “metal” che hanno finalmente ritrovato. Spero che il chitarrista Brad torni a suonare in live, perché sinceramente è brutto vedere i Linkin Park senza il chitarrista strano con le cuffie che suona a 12 centrimetri da terra. Tutto sommato, non potevo essere più felice del loro comeback: sembra che l’abbiano fatto apposta per me!!.

Una replica a “From Zero – Linkin Park: Recensione”

  1. vai forte mbare

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